Vanilla Ragana
Il supporto morbido della tela sulla quale dipinge, rende i lavori di Vanilla Ragana, particolari. Molto giovane ancora, l’artista possiede un uso della tecnica pittorica, ma soprattutto dell’anatomia umana, pregevoli.
Gli studi compiuti all’Istituto d’Arte “P.Selvatico” di Padova e all’Accademia di Belle Arti a Venezia, poi, con la successiva specializzazione in Fotografia, le hanno permesso di mettere a frutto in maniera egregia, quanto appreso dai suoi Maestri.
Non ha fantasie strane, e perciò non lascia al fruitore distratto delle sue opere, la possibilità di andare oltre, mentre a un attento osservatore non sfuggono i particolari, che potrebbero essere piccanti, dei lavori
Sono pezzi unici, i suoi disegni, mai ripetitivi, anche se il soggetto spesso è lo stesso. Ciò che stupisce di questa artista, è la cromia, soffice e pur dura, un segno così lontano dalla fantasia, ma messo in forte relazione con la realtà. E in contrapposizione a quanto si diceva prima, colpisce il senso del pudore, che giustifica la sua giovane età e la timidezza che la caratterizza. Lunghi capelli biondi, parlare concreto, e allo stesso tempo riservato, privo di artifici.
Dipinge soprattutto il corpo femminile con un riguardo e un’attenzione quasi morbosa per le mani e i piedi delle sue modelle.
Piedi dalle lunghe dita, piedi segnati da vene appena azzurrate, piedi in primo piano che spesso sono abbracciati da mani nervose, mani dalle unghie perfette, mani nodose che stringono, abbracciandoli, piedi le cui dita in prospettiva, lasciano stupiti per come sono disegnati.
Le mani spesso tra i capelli, talmente scuri da sembrare quasi blu, dai riflessi lucidi, nascondono il viso e allungano le braccia anatomicamente perfette, a racchiudere le ginocchia e stringere in un abbraccio disperato il corpo.
E il colore non colore dal soffice impasto che caratterizza i suoi dipinti, conferma la maturità di questa ragazza dalla storia appena iniziata, ma che già vola alto.