Galleria Pisarro - Arte contemporanea
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Sonia Strukul
Titolo: Mutante 2
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 50x70
Sonia Strukul
Titolo: Mutante 1
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 50x70
Sonia Strukul
Titolo: Trasformazione
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 100x140
Sonia Strukul
Titolo: Il mondo è rotondo e gira
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 100x100
Sonia Strukul
Titolo: Mutante 3
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 50x70
Sonia Strukul
Titolo: Senza titolo
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 150x170
Notes on artwork: In questa opera il mutanteè stato smembrato in questo processo trasformativo
Sonia Strukul
Titolo: Mutante 4
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 70x50
Sonia Strukul
Titolo: Soniador
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 100x100
Sonia Strukul
Titolo: Il filo rosso
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 40x30
Sonia Strukul
Titolo: La mutevolezza delle cose
Tecnica: Acrilico su tela
Anno: 2009
Misura: 40x30
 
SONIA STRUKUL
 
 
CRITICA GIACOMO MALATRASI
 
TRASFORMAZIONI La Trasformazione è un cambiamento che si mostra in primo luogo sulla superficie delle cose, su quella parte esterna della realtà che i nostri occhi colgono in modo diretto, immediato. La pelle è lo strato superficiale che porta i segni evidenti delle trasformazioni, è il mezzo che comunica i cambiamenti avvenuti internamente divenendo il luogo di contatto tra noi e il mondo esterno. "Specchio" della persona, la pelle cambia con l'età diventando pagina delle nostre condizioni, del nostro percorso di vita o riflesso di emozioni momentanee come un abbraccio inaspettato, un freddo pungente, uno spavento improvviso. Cambia con il variare della luce e con le posizioni che assumiamo, organo del contatto, la pelle si modifica adattandosi alle superfici più diverse degli oggetti, trasmettendo piacere benefico dall'incontro con i nostri simili, quando le convenzioni lasciano spazio all'intimità. Sonia Strukul, artista da sempre vicina a soggetti della natura, attratta dalla pelle policroma dei camaleonti trova in questi animali suggestivi la forma consona per esprimere le proprie esigenze ed il proprio cambiamento stilistico. Nella sua opera pittorica questi rettili dalla pelle variopinta diventano metafora delle nostre trasformazioni personali, della nostra necessità, libera od imposta a doversi adattare ad ambienti, situazioni, stati d'animo diversi ed incostanti. Il camaleonte con il suo aspetto primordiale ci riporta ad una condizione primitiva in cui l'incontro con la natura è totale e nella capacità di sapersi nascondere fondendosi con l'ambiente si basa la sopravvivenza, a suggerire un paragone possibile con lo spirito di adattamento richiesto dalla società contemporanea in rapida trasformazione. Questi dipinti sono condotti attraverso un rapporto complementare tra la trasformazione, atto dinamico per eccellenza e l'immobilità dei primi piani dilatati. Nel diventare parte dell'ambiente il camaleonte mostra la stasi paziente dei movimenti bloccati. L'entrata da un lato della tela viene sospesa in un attimo eterno di allerta in cui il tempo non ha più un ruolo. Lo sfondo monocromo di colore isola ed evidenzia la forma senza distogliere il nostro occhio, libero così di vagare nella preziosità della grana variopinta della pelle. Si genera una contemplazione mobile che ci coinvolge attraverso lo sguardo reciproco stabilito tra noi e i grandi occhi dei camaleonti che ci scrutano. E' la vista che vede la pelle anticipando le sensazioni tattili del tocco. La vibrazione data dai riflessi della luce sui cristalli che punteggiano discreti la superficie, immette nella fissità del momento il divenire variabile della luce a seconda del luogo e dell'istante ritornando a far scorrere il tempo. Distribuiti con equilibrio i luoghi seminascosti dei piccoli cristalli si scorgono con calma attraverso il nostro movimento attorno alle opere. Il camaleonte è l'animale rappresentativo della metamorfosi, la pelle iridescente delle diverse specie è composta di una gamma vastissima di colori vivaci in grado di mutare in situazioni di pericolo, per spaventare il nemico e difendersi, soggetto confacente perciò ad una pittura di colore come quella di Strukul. Sonia rivela una tecnica pittorica di estremo controllo nell'accostamento netto di colori mantenuti puri nel massimo della loro intensità. Le pennellate sintetiche spaziano spesso nelle gamme dei verdi e degli azzurri, riscaldate da elementi di giallo, rosso, arancio oppure esaltate dalla calma degli sfondi neutri. Le campiture di colori acrilici sono stese in numerose mani fino ad ottenere una superficie perfettamente omogenea, leggermente rilevata in quelle porzioni di bianco che danno respiro e ritmo ai colori. La tessitura continua delle linee di contorno lascia intendere l'accurato disegno che sottostà al risultato pittorico. Alla ricerca della massima pulizia formale il dipinto visto da vicino mostra l'attenzione al minimo dettaglio, in cui Sonia riporta la sua esperienza di mosaicista componendo l'epidermide attraverso "tessere" costellate da una miriade di punti ordinati. Concepite come un insieme, le strutture a "moduli" delle tele condotte come variazioni cromatiche sul tema, permettono volutamente composizioni libere e sempre modificabili dei diversi pannelli in un sistema in grado di rendere "camaleontico" la parete e lo spazio. TRASFORMAZIONI si qualifica come la genesi di un processo di ampio respiro con l'obbiettivo di approfondire un tema iconografico che coinvolga più forme artistiche. Sonia Strukul alla bellezza della pittura unisce la valorizzazione degli ambienti espositivi e la meditazione attraverso il colore sui valori imprescindibili del Cambiamento e dell'Adattabilità. Giacomo Malatrasi
 
CS Dieci di Cuori.pdf (PDF — 101 KB)
 
 
 
 
 
Rassegna Stampa.pdf (PDF — 2 MB)
 
 
 
 
 
Cartolina.pdf (PDF — 347 KB)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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