Pietro Dente
Pietro Dente, nato a Padova nel 1977 e laureatosi al D.A.M.S. di Bologna nel 2003, è un giovane artista che ha dimostrato sin dagli anni ’90 una forte e singolare personalità artistica in una carriera ricca di esposizioni, con ampio successo e consensi da parte dei numerosi visitatori, tra cui: Mondi Paralleli, Venezia, 2009; Astrarti, Padova, 2009; Galleria Spagnoli, Firenze, 2008; Riciclarti, Padova, 2008; Galleria III Millennio, Venezia, 2008; Galleria Maison d’Art, Padova, 2007; SilentARTmovies, Aosta, 2007; God is a Tree Not a T.V., Brisban, Australia, 2007; Sex Art 2, Milano, 2006; Art Gallery Ripustus, Hameenlinna, Finlandia, 2005; World Wide Artists Gallery, Roma, 2005; Galeria da Aplasc, Ilha de Santa Catarina, Brasile, 2005; Corpi Contusi, Bologna, 2004; Mullan Gallery, Belfast, Irlanda del nord, 2003; Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Suzzara, Mantova, 2001.
L’esito del suo costante studio, delle sue ricerche, dimostra una capacità tecnica straordinaria, poiché nei suoi dipinti vi è la congiunzione degli opposti: impressionismo ed astrattismo, surrealismo e Pop art.
Negli sfalsamenti di piani le forme sono racchiuse da linee luminose che risaltano dai colori accesi dello sfondo, attraverso la lucentezza e trasparenza di un materiale come il plexiglas che determina un vivo dinamismo delle immagini che scorrono come proiezione di un film. Attraverso queste affascinanti visioni il nostro sguardo si perde in uno spazio di sogno in cui realtà oggettiva e soggettiva si fondono in un vortice di sensazioni del nostro stato psichico. Ecco perché la pregiata pittura dell’artista Pietro Dente ci suscita meraviglia e c’incanta: essa sfugge al controllo seguendo le impressioni che avvertiamo ed è un mixage culturale di differenti stili e tecniche nel tripudio di luci e colori vividi che rendono vitali le opere d’arte.
Traspare nei suoi paesaggi l’atavico dialogo tra l’uomo e la misteriosa natura, cercando nuovi dati figurali in cui il segno grafico esalta una nuova concezione di spazio: è un’altra realtà interiore, oltre l’immagine del reale che il nostro artista intende raccontare.
Carla D’Aquino
Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano
Opere pittoriche su tela e plexiglas/plastica (2007-2009)
Giochi seri/scherzosi di sovrapposizioni…
Coloratamente complesse le feste filamentiche delle strutture portanti: strutture urbane intersecantesi su materie plastiche. Trasparenze, sovrapposizioni, giochi di luce e percezione.
L’anamnesi di questa serie di opere pittoriche potrebbe iniziare dalla fiaba della bambina che ruba una pallina da golf, ma anche da una miriade di pensieri e considerazioni, ovvero:
- non tutto quello che luccica è un riflesso nel plexiglas/plastica.
- l’aria dura è riferita al plexiglas/plastica, anzi Aria dura = plexiglas/plastica.
- Aria dura è anche in sintonia con l’atmosfera delle visioni urbane/soggetti rappresentati.
- finzione invece, può indicare una caratteristica dell’arte in generale ma anche suggerire l’idea che nel mondo che vediamo (= piano di realtà Aria dura-plexiglas/plastica) siamo costantemente ingannati dai sensi; essi riportano solamente una minima quantità di dati “reali” e occultano il resto.
- nella tela sottostante (il piano “nascosto”), a volte mi piace pensare che tra i solchi di colore (lo sfondo è difatti graffiato prepotentemente) si nasconda il senso, il codice a cui la nostra comprensione raramente giunge. Se questo pensiero svanisce, il fondo oltre a supportare fisicamente la lastra di plexiglas/plastica funge da indubbio elemento estetico in cui le ombre e i colori della lastra sovrastante si sovrappongono creando nuove soluzioni visive.
In un modo o nell’altro s’incontrano, gli strati, con l’aiuto invisibile dell’aria dura, della pellicola infinitamente infinitesimale quasi goccia che s’attanaglia alla tela bramandone il colore.
Pietro Dente