Luigi Cipollone ( Michelangiolino)
1954-Roma, Attinge le prime nozioni pratiche sulla scultura frequentando come allievo, lo studio dello scultore Lorenzo Ferri, già docente del Cipollone durante la Scuola Media. La denominazione di Cipollone come “Michelangiolino”, si deve allo stesso Ferri, il quale così lo chiamava affettuosamente, ( si ricordano di Lorenzo Ferri: il busto di Trilussa eretto nell’omonima piazza romana, il bassorilievo della Resurrezione di Cristo, posto nello storico Cimitero monumentale del Verano, la ricostruzione del corpo di Cristo morto ricavata, per la prima volta, a partire dallo studio dell’impronta della Sacra Sindone).
1958-Si diploma al Liceo Artistico di via Ripetta a Roma. Tra i suoi insegnanti si ricordano Guttuso, Montanarini, Cannilla.
1959-Consegue l’abilitazione all’insegnamento del “Disegno e Storia dell’Arte” per le scuole superiori.
1960-Frequenta la Facoltà di Architettura di Valle Giulia a Roma ed inizia ad occuparsi di progettazione ed arredamento.
1961-Inizia l’attività di docente negli Istituti Superiori di Roma. Nell’ambito dell’insegnamento introduce nuove attività culturali integrative al fine di avvicinare gli studenti alle varie forme d’arte e fornire loro maggiori strumenti di lettura.
1972-Consegue l’abilitazione per l’insegnamento delle “Discipline Plastiche” nei Licei Artistici, negli Istituti d’Arte e nelle Accademie di belle Arti.
1976-Titolare della cattedra di Disegno e Storia dell’Arte presso il Liceo Scientifico “Ignazio Vian” di Bracciano (Roma), ove rimane sino al 1992.
1992-Sospende l’attività di docente per dedicarsi esclusivamente all’attività artistica. Attualmente vive e svolge la sua attività nel suo studio, che è anche sede dell’Accademia da lui costituita, a Bracciano (Roma), nei pressi di Trevignano Romano.
Motivazioni teoriche nella scultura di Luigi Cipollone
Al fine di presentare un coerente pensiero teorico che introduca e che guidi all'interno dei molteplici interessi e della abbondante produzione artistica di Cipollone, si tenterà qui di dare, in sintesi, una traccia delle differenti ma anche ricorrenti tematiche che permeano ogni singola opera e che la rendono al tempo stesso ricca di contenuti e capace di offrirsi a varie possibilità interpretative.
L'individualità nella molteplicità
Uno- Molti: l'individuo nella società, la solitudine nella moltitudine; l'uno e i più.Come si relaziona, come si vive l'individualità nella molteplicità (quella molteplicità che è così spesso sinonimo di omologazione, pianificazione delle singolarità e delle loro irreplicabili caratteristiche)? L'agglomerato urbano e l'agglomerato umano si fondono in un'unica struttura; l'uomo è prigioniero e solo, in questa struttura costruita e costituita da lui stesso. Questa tematica caratterizza, nelle sue molteplici sfaccettature, le opere (scultura, pittura, fotografia, lavori teatrali,) che vanno all'incirca, tra gli anni 1964-1975.
Dualità: dalla singolarità alla coppia; il "Duo", i "Due contro", la "Dissonanza", la "Sintonia". Il discorso della dualità è quello della contraddizione, dell'identità, per esteso dell'Amore e dell'Odio, del rincorrersi o dell'essere complici, della disponibilità reciproca, di una stessa capacità o possibilità di percepire lo spazio ma anche il tempo. Questo tema comincia a trovare la sua espressione formale a partire dagli anni ‘70.
Metamorfosi: 1e metamorfosi della forma raccontano un nuovo linguaggio le "trasmutazioni mitologiche"Apollo e Dafne" oppure, auto-narrandosi, accompagno il fruitore - osservatore in un cangiante gioco di linee e profili "Andamento barocco" L'opera si trasforma allora in un gioco - progetto, che chiama a sé, che chiede la partecipazione di chi guarda. Questo è il processo del divenire perenne dal quale nessuno è escluso.
Forma e Progetto: l'autore riceve dalla sua opera, nel formarla, una serie di messaggi-informazioni che inducono ad una continua riprogettazione. In questo senso non esiste solo la forma come espressione ultima di un progetto ma c'è anche una forma che suggerisce, a chi sa cogliere, il suo progetto. E' questo i1 motivo per cui il "finito" non sopraggiunge subito ma solo ad un certo punto, che è compito dell'artista saper riconoscere. Ogni opera nasce da questa iniziale dialettica forma-progetto, tuttavia la possibilità di esprimere nel modo più compiuto quello che è un discorso implicito, è affidata ad una serie di opere in cui è evidente la stretta relazione tra cura formale, ideazione e utilità. Così è nel Leggio da tavolo portatile che contiene in sé una sorta di orchestrazione forma-progetto.
Dott. ssa Marzia Cipollone