Guido Ferrari
Nato a Reggio Emilia nel maggio del 1947,da sempre subisco il fascino
del foglio bianco di carta,da riempire di fantasia.
Non sono un professionista dell’arte,sono un medico che vede nell’arte un momento di libertà,di fuga dai canoni rigidi di un impegno che ben poco spazio lasciaa voli pindarici.
Matita e carboncino prima,mi dedico all’acquarello da tre anni.Non olio,perché nel mio intento di cogliere un momento di vita quasi fotografandolo,l'acquarello è certamente il mezzo migliore,non concedendo luogo a indugi o ripensamenti.
L'impressione di quel che percepiamo in forma,luce e colore è inevitabilmente manipolata dalla soggettività del nostro sentire.
L'impressionismo non può esistere prescindendo dalla rivelazione imperiosa del nostro essere.Ciò che noi facciamo,ciò che noi esprimiamo con pensieri o fatti non potrà mai essere realmente oggettivo ma porterà con sé sempre qualcosa di noi,anche se perseguiremo obiettività assoluta ed universalità di linguaggio.
Mi affascina il motivo per cui un insieme di luci,ombre,forme e colori risulti gradevole allo sguardo piuttosto di un altro ed ancor più mi affascina l’essenza di quanto l’artista
aggiunga o tolga a quell’insieme inconsapevolmente,
così da renderlo inevitabilmente “suo”.