Galleria Pisarro - Arte contemporanea
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Franco Braggio
Ai Margini della Campagna: Olio su tela 25x30 anno 2009
Franco Braggio
Al Calore del Camino: Olio su tela 60x80 anno 2009
Franco Braggio
Arlecchino: Olio su tela 80x90 anno 2009
Franco Braggio
Atmosfera Autunnale: Olio su tela 60X70 anno 2009
Franco Braggio
Atmosfera Invernale: Olio su tela 60x70 anno 2009
Franco Braggio
Autunno a Illasi: Olio su tela 40x50 anno 2009
Franco Braggio
Colori d’Autunno: Olio su tela 60x70 2009
Franco Braggio
Conversare: Olio su tela 50x60 anno 2008
Franco Braggio
Dal Passato al Presente: Olio su tela 50x60 anno 2009
Franco Braggio
Guardando San Michele: Olio su tela 50x70 anno 2009
Franco Braggio
Happy Auard al Porto: Olio su tela 50x50 anno 2009
Franco Braggio
L’Attesa: Olio su tela 50x60 anno 2008
Franco Braggio
Pannocchia con Zucca: Olio su tela 25x35 anno 2009
Franco Braggio
Tramonto a Verona: Olio su tela 40x50 anno 2009
Franco Braggio
Tramonto in Lessinia: Olio su tela 40x50 anno 2008
Franco Braggio
Tramonto sul lago: olio su tela 40x50 anno 2008
Franco Braggio
Uno Sguardo nell’Orto: Olio su tela 40x50 anno 2009
Franco Braggio
Volo d’Api: Olio su tela 60x70 anno 2008
 
 
Franco Braggio
 
Franco Braggio è nato a Charenton ( Francia ) il 13-04-1953
E’ stato alunno del pittore Franco Patuzzi, ha partecipato a numerose manifestazioni artistiche in Italia e all’estero. Al suo attivo diverse rassegne e mostre personali.
La prima esposizione è stata nel 1976 alla galleria il Minotauro di Verona con i pittori Battalico e Infantino.
 
Compone pagina pittorica fedele alla sua originaria matrice ispirativa, di una pagina attraversata da fasci di luminosità.
Trasparenze cromatiche affiorano sulle sue tele quasi volessero conferire all’immagine una sorte di trasfigurante visione del mondo che non perde mai, però i connodati della propria riconoscibilità.
Nel suo lavoro sono state individuate delle varianti espressive: da una parte quella “immagnifica” e dall’altra quella pittorica.
Dalla prima egli rivela tutta “La sua ricchezza piuttosto che di sorprenderla”, dalla seconda, invece, egli ripropone “La pienezza dell’immagine” quasi dichiarandone che il campo d’azione della sua pittura non è stato acora del tutto consumato e che ancora numerose sono le variazioni, le scoperte e le sorprese che la sua ricerca deve ancora conquistare e rivelare.
 
Giorgio Trevisan
 
 
 
 
 
 
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