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Diego Palasgo
Quadro polimaterico di Palasgo Diego misura 50x60 "Paesaggio di sera" trattasi di olio su faesite
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Diego Palasgo
Quadro polimaterico di Palasgo Diego misura 87x107 trattasi di olio su faesite. Titolo: Ricordi di viaggio Pubblicato Archiviato
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Diego Palasgo
Quadro polimaterico di Palasgo Diego misura 73x92 trattasi di olio su faesite
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Diego Palasgo
Quadro polimaterico di Palasgo Diego misura 70X70 trattasi di olio su faesite
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Diego Palasgo
Quadro polimaterico di Palasgo Diego misura 60x70 trattasi di olio su faesite. Titolo:Omaggio alla Pop Art
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Diego Palasgo
Dittico polimaterico di Palasgo Diego misura 106x74 trattasi di olio su faesite. Titolo:Tentativi di restauro
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Diego Palasgo, nasce a Noale (Ve) ne 1954 e inizia a dipingere nel 1977. Per molti anni partecipa a concorsi e collettive d’arte esibendosi in numerose extempore. Negli anni ’90 sperimenta la pittura polimaterica fino a ottenere un sapiente equilibrio di forme e colori, segni e materie. Intensifica la sua partecipazione a più significative mostre personali. Vincitore di numerosi concorsi nazionali ottiene i riconoscimenti della critica e della stampa specializzata, tra cui: 1992 - Viene premiato con la medaglia d'argento dal Presidente della Repubblica On. O. Luigi Scalfaro al concorso internazionale, citta' di Legnago VR 1995 - Un'opera entra a far parte della collezione della Galleria Civica Citta' di Moncalieri (To). 1995 - Premio artistico della Giunta Regionale del Veneto e della Provincia di Venezia.. 1998 - Viene premiato con la medaglia di bronzo dal Sommo Pontefice S.S. Papa Giovanni II alla Biennale d'arte, S.Maria di Sala VE. 2002 - Realizza un'opera per il Museo dell'Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia - Torino. 2004 - Con l'alto patrocinio della Repubblica Italiana, Comunita' Europea, Regione Veneto, Universita' degli Studi di Venezia, Centro Internazionale Studi di Economia Turistica, Provincia di Venezia, Assessorato al Turismo, G.A.L. Venezia Orientale, realizza l'opera destinata alla promozione del Parco Archeologico diffuso per la valorizzazione e la tutela della "Via Annia". 2005 - Viene premiato con la Medaglia d'Argento dal Presidente della Repubblica On. Carlo Azeglio Ciampi alla Biennale d'Arte, Citta' di Osio BG. 2005 - Realizza l'opera "Abitare l'Acqua", progetto dell'Ente Parco Regione Fiume Sile, per la salvaguardia dell'ambiente acquatico, con il patrocinio della Repubblica Italiana, Comunita' Europea, Regione Veneto, Provincia di Venezia, Padova, Treviso, G.A.L. Veneto Orientale. . 2005 - Ottiene l'incarico di realizzare le opere del "Premio Altino", destinate a persone che si sono distinte nell'anno per la loro attivita': culturale, sportiva, professionale. 2006 - Un opera entra a far parte dell a Collezione permanente del Museo dell'Unita' d'Italia Citta' di Teano (Ce). 2006 - Invitato ad esporre alla Biennale dell'Unita' d'Italia presso la Galleria Eventi Mondadori di Venezia. Un' opera viene donata alla mostra permanente del museo dell'Unita' D'Italia di Teano CE Dal 2005 le opere di Palasgo vengono regolarmente presentate su Televendite di "elite Shopping.tv4". Le opere di Diego Palasgo sono veramente straordinarie nel campo dell’arte moderna. Ci colpiscono come una visione magica rubata attraverso una finestra aperta. Quando ritorno su un suo quadro lo vedo sempre trasformato. Guardando qualsiasi opera si può trovare una metamorfosi dei colori che provoca un senso di disorientamento, perché le opere sono paesaggi dell’intelletto, non solo pensieri isolati ma veramente paesaggi mistici, tradotti dalla “realtà” e purificati dall’artista. Qui ogni tentativo di dare un senso razionale è destinato a fallire, almeno in parte, perché quest’arte è soggettiva e personale. Queste sono le opere di un artista, di passioni e di mozioni. I suoi quadri sono un risultato della compenetrazione di intensità e forma. L’intensità è quella dell’artista, ma la forma viene dall’opera e diventa per l’osservatore un mezzo nell’interpretazione del quadro. I paesaggi sono spesso ambientati vicino al mare, quel confine simbolico fra la presenza fisica e l’espansione larga e profonda dell’inconscio. Ogni suo quadro ci suggerisce qualcosa di sconosciuto, al quale l’artista ci permette di partecipare. Ci sfida a metterci a confronto con un paesaggio sia fisico che metafisico, una sfida che ha bisogno solo dell’intelletto e dell’immaginazione in modo da sospendere il senso immediato a favore di un altro più essenziale. Teodoro Higgs Hanno detto... Luigi Marsiglia e Paolo Levi LUIGI MARSIGLIA Un pittore che ha intrapreso un percorso irto di difficolta', un percorso complesso e mutevole coraggioso, che riesce a porsi in discussione criticamente e a coinvolgersi - coinvolgendo l'astante dinanzi al quadro esposto - nella ricerca della propria identita' artistica, approdando in diverse opere pregevoli a un risultato non effimero, a una sponda di trasbordo verso - pensiamo - un informale di maniera si' ma anche - e soprattutto - di essenza e di recupero visivo delle immaginivissute. Cattedrali levantine e vaghi panorami di brughiera e fluviali che, quando no aggalla l'aspetto lezioso, puramente e blandamente lineare, si innalzano a simboli della nostalgia per il volto umano o a forme d'innamoramento per la materia. Perche' Palasgo e' autore materico che mostra la sorprendente capacita' di penetrare il soggetto/oggetto dipinto - spesso paesagi come spiegavamo prima - dove prevale e s'impone l'assenza della presenza umana. Una materia isolata di trafitture e grafismi, una frammentazione viscerale e verticale, segmentata, quasi il pittore temesse di non essere compreso se non attrraverso la ripetizione dei gesti, texture compressa e trasbordatane, tramatura che - a parte la sopravvivenza di una radice ancora figurativa da superare - appare meticolosa e circolare nel suo generoso generare atmosfere geometriche che ruotano all'interno del quadro, il paesaggio cosi' dipinto, anima venata di fiume e corpo immaginario di terra. Crediamo che il procedimento graduale avviato da Palasgo, in cui al figurativo sentimentale degli inizi subentra una centralita' astratta decisa e d'impatto per dirigersi finalmente - tramite sentieri paralleli ed emozioni trasversali - nei pressi di un informale interpretativo della realta', rappresenti un dialogo con se stesso non di rinnegamento ma di crescita artistica e umana. L'onesta' intellettuale dell'autore la notiamo nella volontà con cui produce il proprio lavoro, una capacita' indefessa che si dischiude alla discussione intorno al proprio io; questi costanti ritorni di una traccia prefigurativa, quella nostalgica caotica che distingue l'abbandono della forma per aggrapparsi alla suggestione spirituale della macchia, al colore che penetra come impronta primaria, nucleo raggrumato e cuore dissecato del dipinto. Le verita' celate nelle opere di Palasgo le scorgiamo campeggiare al centro del quadro; in questa matassa graffiata, graffito profondo che segna il tentativo di superare se stesso e giungere non a una cifra stilistica (l'autore presenta una moltitudine di cifre e non manca certo di cio' che comunemente identifichiamo pr stile, anzi) bensi' alla propria verita' d'artista. Semplice e sommessa come pagina ripulita da leggere, valore unico e categoria irripetibile della nostra condizione dolorosamente umana. PAOLO LEVI Sovente l'artista libero d aschemi si permette il lusso di ignorare la coerenza linguistica in nome del messaggio o, meglio, dei contenuti. Pare questa l'esigenza espressiva di Diego Palasgo, pittore informale portato non a sottrarre al nostro sguardo il riconoscibile, ma a rivelarlo la' dov'e' poeticamente lecito. Il suo linguaggio informale presenta, in ogni sperimentazione, interruzioni che chiaramente aprono al figurativo. Nella comosizione Facciata, appunto, il pittore ha lavorato di segno, di colore, lasciando spazio per l'allusione meditata di un muro con mattoni che narra di rovina, di stato di abbandono. Uguale senso poetico, ma anche utopico, nel dipinto ricco di spessori matrici intitolato "Tentativi di Restauro". Diego Palasgo in piu' lavori rivisita Venezia, pare alludere a volte ai portici di piazza San Marco, ai graffiti di mani anonime lungo le calli della citta' lagunare. Una delle doti di questo pittore è la ricerca della luce che rivela presenze segniche molto belle, struggenti, esaltate da un colore spesso , caldo e gessoso.
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