Beatrice D'Avino
Sono nata e cresciuta a Rosignano Marittimo, in Toscana, un piccolo centro collinare vicino alla costa , quando guardo dalla finestra vedo il mare con le sue isole ed i suoi infiniti orizzonti; non cambierei quella finestra con nessun’altra finestra al mondo;
la mia vita si svolge molto semplicemente: lavoro, casa , figlie, giardino, cane e poi finalmente pittura, la mia pittura, il mio studio colmo di colori, carta , tele, pennelli, bozzetti, tavole cartoni, e ….odore, quell’odore inconfondibile di olio e trementina, e quello più delicato, quasi di borotalco dei colori acrilici, è come se mi immergessi nella vasca da idromassaggio e vi rimanessi per ore.
La pittura è per me una scoperta, un’esplorazione continua, la ricerca di qualcosa che potrebbe essere sempre migliore, quello che realizzerò domani sarà diverso, forse più interessante o anche più bello di ciò che farò oggi; anche se a volte guardando i dipinti di qualche anno fa li trovo ancora interessanti e bellissimi, forse più intensi di quelli attuali, facendo dei confronti mi accorgo di aver perso parecchia aggressività, acquisendo però la plasticità, le mie figure che avevano volti spigolosi si sono ammorbidite, i cavalli più immobili nella loro classicità ora sembrano muoversi, le case dei borghi prima mute ora aprono i loro archi e le loro finestre su altri spazi, vogliono che lo spettatore guardi oltre …..
E’ piacevole farsi trasportare nel mondo figurativo di Beatrice dove è più facile dimenticare le asprezze del vivere quotidiano e ritrovare atmosfere di sereno incantamento.Il fascino che ne deriva è il risultato creato dalla sicurezza del tratto, dalla luminosità dei colori, dal sapiente cromatismo che riescono ad amalgamarsi in un tutto armonico capace di costruire dimensioni affabulatorie.
Rosanna Biancalani
...il cavallo è proposto nella sua armonia di linee a coprire quasi interamente lo spazio che lo circonda riassumendo in sè l’impeto della corsa e l’eleganza della classicità.
beatrice ci propone anche un suo osservatore: la sua figura.
infatti l’entità umana non ha una valenza di autocitazione ma di coerente presenza che osserva: forse meno sognata del paesaggio, mgari più cruda ed essenziale della nobiltà del cavallo, ma indiscutibilmente dotata di fisicità.
Insomma un lavorio quello di Beatrice che ha una radice interna e quindi una vena quasi inesauribile e suscettibile di ricche acquisizioni future.
Roberto Ciabani