Antonio Della Rocca
è sempre stato predisposto, allo scrivere - ha avuto dei testi pubblicati ,ma per maggiori dettagli,si veda qui la sezione dedicata ' L'Uomo '- e al dipingere.
Suo riferimento ideale è stato Matisse, suo riferimento culturale Gauguin, almeno nella prima fase di apprendimento risalente ad alcune vite fa.Tuttavia è andato ben al di là di tali presupposti, creando, negli anni, uno stile del tutto personale,di ricerca e profondeur , di connaissance e sintesi sistematica.Anche perché, affascinato dalla cultura zen, ne è stato profondamente colpito e impregnato.
Attualmente,insieme a qualche realizzazione e agli spunti teorici della'pittura organica' e dell''arte sinestetica globale' , crea ritratti, per lo più femminili, su carta con matita o carboncino, composizioni, sempre su carta, miste in cui si alternano e confondono olio tempera papiers decoupes (Matisse,ma anche dada e Leger) e anche pastelli ad olio, calligrafie zen e figure (si potrebbe affermare 'geometriche'in senso post-costruttivista) sempre zen,ed alcuni dipinti ad olio, tra un certo Braque e una certa Stepanova,sempre rivisitata e trasfigurata.
Eterogenei i titoli, da 'vista dal ponte Mirebeau' (dedicato ad alcuni versi di Apollinaire), a 'notturno', a 'luci a Saint-German-de Charonne', a 'sull'arabesque n.2 di Debussy' a 'nudo in attesa del tram' etc. come si nota,a colpo d'occhio, capovolgendo le sue tele..
Punti di riferimento della sua attività creativa,in genere, sono William Blake, Dylan Thomas, l'underground e l'arte espressiva zen. Adora Baudelaire e Rimbaud, Artaud e Lautreamont,Matisse e Klee nella pittura,senza tralasciare il dadaismo, e Morrison nella musica
Nella dimensione temporale corrente, dopo vari spostamenti, vive là dove, vecchio e sanz'arme (la citazione è sua), è nato, e dove svolge - adesso roseo e paffuto,per il tempo a ritroso,avrebbe detto Huysmans - come attività principale quella di broker, senza eccessivo entusiasmo, e perchè costrettovi - dal peccato originale in poi - dalla necessità di guadagnare il pane con il sudore della fronte.
Come accennato, l'attività del dipingere,così come quella dello scrivere rientrano, a pieno titolo nel quadro dissacratorio e provocatorio di una 'forma mentale ' irriducibilmente aliena , seppure,sempre a dire dell'Artista stesso, non ancora del tutto ed irrimediabilmente 'alienata ' .Difatti,nella fabrication -fleuve verte et arc-en-ciel joyeux- meccanica delle sue opere:
chaque nuit c'est un flambeau
e
les coqs s'epuisaient en fanfares
vale a dire priva di regole ma densa di movimenti c'è sempre la trasposizione esatta, qu'un cul de dame damascene ,dell'attimo irripetibile e fissato per sempre: ombra aliena di chi crea e dice a se stesso:
en deuil de moi-meme
Penna o carta da incollare non fa alcuna differenza, alla fine. Questo è colui che,a volte,si fa chiamare Anton Cordelo Alcia,che ora dipinge e ora scrive,anche se in genere predilige il Segno Essenziale e la comunicazione senza parole.
Si diceva nella sezione ' L'Uomo':
Attualmente sta lavorando alla cd. 'pittura organica' (così definita per l'utilizzo, oltre al materiale inanimato consuetola carta,la tela,l'olio etc... di quello, appunto, organico e vivente come l'urina, i petali dei fiori, i vari tipi di deiezione , la fourrure di una vulva). Oltre a quella, in gran parte teorizzata e solo raramente esperita nel prodotto finito, per ora chiamata 'arte sinestetica globale' o fusione delle diverse Arti.