Galleria Pisarro - Arte contemporanea
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Alberto Moscara
Titolo: Alla ricerca di rifiuti
Misura: 50x70
Tecnica Olio e materiale riciclato
Anno: 1999
Alberto Moscara
Titolo: Curva
Misura: 80x100
Tecnica Acrilico su tela
Anno: 2009
Alberto Moscara
Titolo: Europa
Misura: 100x150
Tecnica Acrilico su telka
Anno: 2009
Alberto Moscara
Titolo: Fluttuazione di colori nella notte
Misura: 80x100
Tecnica Acrilico su tela
Anno: 2009
Alberto Moscara
Titolo: Fusione
Misura: 70x90
Tecnica Acrilico su tela
Anno: 2009
Alberto Moscara
Titolo: Meridiana est
Misura: 50x60
Tecnica Materiale riciclato
Anno: 2009
Alberto Moscara
Titolo: Musicante 1
Misura: 70x80
Tecnica Acrilico e riciclato
Anno: 2009
Alberto Moscara
Titolo: Occlusione organica
Misura: 100x100
Tecnica Olio e materiale riciclato
Anno: 1999
Alberto Moscara
Titolo: Paesaggio a sud-est
Misura: 80x100
Tecnica Acrilico su tela
Anno: 2009
Alberto Moscara
Titolo: Perchè
Misura: 70x80
Tecnica Acrilico su tela
Anno: 2008
Alberto Moscara
Titolo: Salento
Misura: 100x100
Tecnica Acrilico su tela
Anno: 2009
Alberto Moscara
Titolo: Uragano
Misura: 60x50
Tecnica Acrilico su tela
Anno: 2009
 
 
ALBERTO MOSCARA
 
 
 
 
nato a Surbo il 20/06/1953
 
Diplomato presso l’Accademia di Belle arti, ha partecipato a numerosi concorsi e collettive nazionali ed estere.
Nel 1995 la Casa Editrice ARGO di Lecce pubblica il suo libro di Poesie e Opere Pittoriche dal titolo “Reperti Passionali”.
Nel 1997 fonda la Scuola di Disegno e Pittura e il Gruppo Artisti Postali presso il CRAL POSTE di Brindisi.
 
Hanno scritto di lui:
Massimo Guastella, Vincenzo Abati, Marina Pizzarelli, Antonella Marino, Antonio Basile, Domenico Saponaro, Elio Galliano, Francesco Grisi, Mara Ferloni, Nicoletta Orlandi Posti, Giorgio Barba, Jesus Walter Zeza.
 
Le Testate che si sono occupate della sua Attività Artistica:
“IL QUOTIDIANO” di Lecce, “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO”, la Rivista “PIÚ” di Bari, “IL MESSAGGERO” di Roma, “ROMA FAX”, “IL SECOLO D’ITALIA”.
 
L’ECOARTE di alberto Moscara
 
Arte ed ecologia: un binomio inscindibile alle soglie del Terzo Millennio. Di questa integrazione si fa interprete Alberto Moscara, un pittore che ha trovato un nuovo impulso creativo dando alla luce opere d’arte che si possono considerare la sintesi, da un lato, di un’espressione artistica di matrice surreale e, dall’altro, delle nuove esigenze ecologiche di riciclare ciò che l’odierna società consumistica utilizza e poi getta via in discariche ingombranti e nocive all’uomo e all’ambiente. Moscara, invece, sa cogliere nell’effimero il segno dell’eterno, riuscendo a creare, in tal modo, uno spazio pittorico sul quale, in una sorta di collage, trovano posto il cartone, l’intonaco, il legno, la plastica e i suoi derivati. Grazie alla sua innata capacità di guardare la realtà con un occhio interiore e di cogliere ciò che sfugge al senso comune, Moscara, sfrutta le macchie provocate dal logorio del tempo sui materiali trovati nelle discariche e mette in evidenza con pennellate di colore alcuni tratti delle macchie stesse, facendo scaturire forme e figure vagamente distinguibili, nonché paesaggi suggestivi. Egli ricorre a illusioni ottiche tridimensionali, a giochi prospettici, a oggetti sospesi nel vuoto che proiettano ombre surrettizie, ambigue e metafisiche.
 
Basta osservare “Il castello”, una visione onirica che nasce da un pezzo di compensato smozzicato in più parti a formare un castello vivente, sostenuto nel vuoto da una colonna esile poggiata su un’enorme scacchiera, popolato simbolicamente da figure familiari nere e rosse.
Ancora più meraviglia suscita “Il cercatore nella discarica” in cui una serie di macchie e di chiazze di colore danno l’impressione di un barbone in una discarica in cerca di ciò che, rifiuto per gli altri, può diventare utile, cioè può essere riciclato.
 
Chi guarda le ultime realizzazione di Moscara non può fare a meno di pensare al Cubismo di Picasso, al surrealismo di Dalì e Magritte, alla metafisica di De Chirico, alle lattine di coca-cola di Warhol o alla porta firmata di Duchamp. L’ecoarte di moscara, però, si pone come sviluppo della Pop Art (che si serviva di oggetti della società consumistica), e del’Arte Povera (che preferiva un collage di materiali di vario genere). Moscara provocatoriamente ricorre al rifiuto riciclato che diventa assemblato, debitamente trattato e inserito in una superficie pittorica – una vera e propria opera d’arte, espressione di una società futura che deve imparare a formare i giovani con una cultura improntata a sfruttare la creatività per economizzare e utilizzare al massimo le risorse.
 
 
--- G.Barba ---
 
 
 
 
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